Il salterio che cantava da solo
In uno scriptorium ricostruito, un salterio medievale intona note assenti dalla pagina e le scrive sulla pelle di chi tenta di catalogarlo.
LeggiRacconti del terrore con case vuote, corridoi lunghi e silenzi che non restano mai fermi.
In uno scriptorium ricostruito, un salterio medievale intona note assenti dalla pagina e le scrive sulla pelle di chi tenta di catalogarlo.
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In una pensione sul mare, nove ospiti si siedono per il tè. Ma la stanza prepara sempre dieci tazze, e nello specchio il conto torna.
Un restauratore cataloga marginalia danteschi e trova pene minuscole, private, scritte con dettagli impossibili della sua casa.
Una sera di pioggia, un nonno apre il quaderno che aveva promesso di non leggere più: la fiaba cambia nome a chi la ascolta.
In una scuola di provincia, una maestra usa barattoli di marmellata per conservare ciò che i bambini adoperano per ferire gli altri.
Un racconto horror ispirato alla notte del Flatwoods Monster: una luce cade sulla collina e sotto una quercia qualcosa apre gli occhi.
A Flatwoods una luce cade dietro la scuola e una ragazza scopre che il mostro non è soltanto una sagoma: è la ferita calda rimasta sotto la collina.
Nel liceo Manzoni una corona cade da una vecchia foto di classe proprio durante una serata su Carrie: qualcuno, dopo cinquant’anni, pretende uno sguardo diverso.
Nel silenzio di uno spogliatoio scolastico, una ragazza scopre specchi capaci di ricordare l’umiliazione e piegare lo sguardo di chi osserva.
Un turno notturno alle Baumettes riapre il minuto più oscuro della Francia moderna: Marsiglia, 1977, il rumore di una lama che nessun archivio riesce a chiudere.