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Azzurrina: la verità storica dietro la leggenda più famosa d'Italia

Ogni cinque anni, il solstizio d'estate, i ricercatori portano i registratori al Castello di Montebello. E ogni cinque anni, registrano qualcosa che non dovrebbe esserci.

Pubblicato 2 Giugno 2026 11:19 4 minuti di lettura
Azzurrina: la verità storica dietro la leggenda più famosa d'Italia

Chi era Guendalina Malatesta

Nella primavera del 1375, al Castello di Montebello sulle colline riminesi, nacque una bambina destinata a non crescere mai. Si chiamava Guendalina, era figlia illegittima di Ugolinuccio Malatesta — signore del castello — e presentava una caratteristica che nel Medioevo non aveva un nome scientifico: il corpo produceva pochissima melanina.

Capelli bianchi. Pelle bianchissima. Occhi chiari che mutavano colore con la luce.

Nel 1375, questo non era un dato medico. Era un segno del diavolo, o al massimo della sfortuna. La servitù cominciò a tingere i capelli della bambina con la polvere di indaco per nascondere il bianco, dando ai capelli una sfumatura tendente al blu. Da lì il soprannome con cui la storia la ricorda: Azzurrina.

Guendalina non fu mai presentata in pubblico. Visse segregata nel castello, affidata a due guardie personali, con l'unica libertà di giocare nei pochi spazi interni dell'edificio.

Il 21 giugno 1375 — solstizio d'estate — scomparve.

La scomparsa

Le cronache dell'epoca, conservate nell'archivio storico del castello, riportano la scomparsa in modo secco e quasi impersonale: la bambina stava giocando in una stanza del piano terra quando le due guardie sentirono un rumore provenire dalla ghiacciaia, un locale sotterraneo accessibile attraverso una botola. Scesero a controllare. Non trovarono niente. Quando risalirono, Guendalina non c'era più.

La ghiacciaia fu ispezionata accuratamente. La bambina non era lì. Il castello fu perquisito. Non fu mai trovata.

Non esisteva nessuna via di fuga dalla stanza in cui si trovava che le due guardie non avessero controllato. La botola era l'unico accesso al livello inferiore. Eppure Guendalina era semplicemente sparita.

La spiegazione dell'epoca fu quella che ogni epoca adotta per le cose che non riesce a spiegare: il demonio se l'era ripresa.

La leggenda

Nei secoli successivi, la storia di Azzurrina si trasformò nella leggenda che conosciamo oggi. La bambina non era morta — vagava ancora nei sotterranei del castello, incapace di trovare la via per uscire. E ogni cinque anni, il giorno del solstizio d'estate, la sua presenza si faceva sentire.

Non un'apparizione visiva. Un suono: una risata di bambina che proveniva dai piani sotterranei, seguita da un pianto, seguita dal silenzio.

La particolarità del ciclo quinquennale non ha spiegazioni note. I folkloristi che hanno studiato la leggenda ipotizzano che derivi da qualche ciclo agricolo o lunare legato alle tradizioni locali, poi cristallizzato nella storia. Ma il ciclo di cinque anni è una delle costanti più coerenti in tutte le versioni della leggenda, in tutti i secoli in cui è stata tramandata.

Le registrazioni

Nel 1981, un gruppo di ricercatori del CICAP — il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze — ottenne il permesso di installare apparecchiature di registrazione nel castello durante il solstizio d'estate. Era uno di quei cinque anni.

Le registrazioni rilevarono qualcosa.

Non una voce chiaramente intelligibile. Non la risata di una bambina nel senso letterale. Ma un suono di origine non identificabile, che i tecnici audio che analizzarono le nastri descrissero come compatibile con vocalizzazioni umane di un soggetto giovane. L'origine del suono, in base alle analisi direzionali, sembrava provenire da sotto il pavimento della stanza in cui Guendalina era scomparsa.

Il CICAP non ha mai rilasciato una dichiarazione definitiva sul contenuto delle registrazioni. Le ha rilasciate al pubblico, disponibili ancora oggi online, senza un'interpretazione ufficiale.

Le registrazioni successive — 1986, 1991, 1996, 2001 — hanno prodotto risultati simili. Non identici, ma simili.

La realtà del castello

Il Castello di Montebello esiste. Si trova in provincia di Rimini, nel comune di Poggio Torriana, ed è visitabile. Il castello ospita un museo e organizza visite guidate che includono la storia documentata di Guendalina Malatesta e la leggenda di Azzurrina.

La ghiacciaia è ancora accessibile. È una stanza fredda, interrata, con le pareti di pietra e una botola di legno nel pavimento. Non porta da nessuna parte.

Almeno, non che si sappia.

Cosa rimane

La storia di Azzurrina è una di quelle leggende italiane in cui il confine tra documentazione storica e tradizione orale è quasi impossibile da tracciare. C'è una bambina reale — Guendalina Malatesta, 1368-1375, certificata dagli archivi. C'è una scomparsa reale, non spiegata. Ci sono registrazioni audio che nessuno ha mai spiegato del tutto.

E c'è un castello che ogni cinque anni aspetta il solstizio d'estate, con i microfoni accesi e le porte aperte.

Il prossimo anno il ciclo torna. Se volete esserci, i biglietti si acquistano sul sito del castello.


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VI

Vincenzo P.

Autore e curatore di Residuoscuro, è appassionato fin da bambino di cinema horror, misteri e leggende urbane. Esplora storie inquietanti e fenomeni insoliti con curiosità e attenzione per il confine tra realtà e immaginazione.