Frankenstein e i corpi ricomposti: perché il mostro torna sempre
Dal laboratorio proibito al corpo ricomposto: perché Frankenstein resta una delle immagini più persistenti dell’orrore moderno.
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Dal laboratorio proibito al corpo ricomposto: perché Frankenstein resta una delle immagini più persistenti dell’orrore moderno.
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Una doccia che si apre ogni notte alla stessa ora, una tenda che cambia posizione e una voce che conosce il pericolo prima di chi la ascolta.
Recensione di Psycho, il classico di Alfred Hitchcock che ha trasformato motel, docce e volti gentili in materia della paura moderna.
Sotto una clinica dismessa, un laboratorio conserva etichette anatomiche con date troppo recenti per essere possibili.
Perché motel, camere anonime e corridoi di passaggio sembrano diventare archivi di presenze nelle leggende paranormali contemporanee.
Un terminale self service resta acceso alle 02:16 e stampa chiavi per camere che sembrano attendere ospiti già morti.
Recensione di The Substance, il body horror di Coralie Fargeat con Demi Moore e Margaret Qualley: identità, corpo, immagine e paura della sostituzione.
Il 16 giugno 1960 Psycho spostò l’orrore dal castello alla stanza di motel: docce, camere anonime e case comuni diventarono luoghi da temere.
Una città coperta da una cenere impossibile, telefoni che muoiono alle 19:11 e tre colpi alla porta: una leggenda urbana sul ritorno di ciò che non è mai stato sepolto.
Recensione del classico gotico del 1973 diretto da John Hough: la Belasco House, la scienza, i medium e l’orrore come sistema di aggressione.
Un motel italiano registra una camera assente dalle planimetrie eppure presente nelle ricevute notturne: la stanza 16 torna ogni volta con un nome gia scritto.
Una traccia turistica geolocalizzata racconta un incendio prima che accada, poi continua a indicare moli, pontili e passeggeri che nessuno ricorda di aver visto salire.